Carlos Hernan Quizhpe Parra
University of Cuenca, Ecuador
carlos.quizhpep@ucuenca.edu.ec
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QUIZHPE PARRA, Carlos Hernan. Beyond the Conventional Notion of the Environment: Care and Management of Nature through ‘Sumak Kawsay’ in Ecuador. Laboratorio dell’ISPF. 2025, vol. XXII [17] . DOI: 10.12862/Lab25QZC.
Online: 31.12.2025
Abstract
Overcoming the category of environment requires an ontological shift toward territory life, a relational world where humans and other-than-humans co-institute obligations, values and institutions. Drawing on Sumak Kawsay/Buen Vivir and Kawsak Sacha, the article argues that forests, rivers and mountains must appear as subjects of law rather than resources for administrative optimisation. Rights of nature can widen voice or be domesticated by green governmentalities; rigor means fidelity to living collectives and to the temporalities of care. Decolonial ecofeminist practices show how refusal and guardianship arise from reproductive labors and sustain relations with earth-beings. Transitions demand composition across worlds, not technological swaps within the ontology of development. Institutions should default to obligation, recognise living-law regimes, and design consent, knowledge and valuation practices that keep faith with territory-life.
Keywords
Territory life; Ontological politics; Kawsak Sacha; Rights of nature; Decolonial ecofeminism
Sommario
[Oltre la concezione convenzionale dell’ambiente: cura e gestione della natura attraverso il ‘Sumak Kawsay’ in Ecuador]. Il saggio sostiene la necessità di superare la categoria di ambiente lungo uno spostamento ontologico verso il territorio di vita, un mondo relazionale in cui umani e altro-che-umani co-istituiscono obblighi, valori e istituzioni. Basandosi su Sumak Kawsay/Buen Vivir e sulla dichiarazione Kawsak Sacha, l’articolo argomenta che foreste, fiumi e montagne sono soggetti di diritto, non risorse da ottimizzare per via amministrativa. I diritti della natura possono amplificare le voci del territorio o essere addomesticati da governamentalità verdi; è necessario intendere il rigore come fedeltà ai collettivi viventi e alle temporalità della cura. Le pratiche ecofemministe decoloniali mostrano come rifiuto e custodia emergano dai lavori riproduttivi e mantengano relazioni non sostituibili con gli esseri della terra. Le transizioni richiedono una composizione tra mondi, non meri scambi tecnologici all’interno dell’ontologia dello sviluppo. Le istituzioni devono assumere come principio l’obbligazione, riconoscere i regimi di diritto vivente e progettare consenso, conoscenza e pratiche di valutazione fedeli alla vita territoriale.
Parole chiave
Territorio di vita; Politica ontologica; Kawsak Sacha; Diritti della natura; Ecofemminismo decoloniale
