Tribunali ecclesiastici e culture popolari. Fonti per lo studio di magia e “superstizione” nel Regno di Napoli (1581-1713)
Tribunali ecclesiastici e culture popolari. Fonti per lo studio di magia e “superstizione” nel Regno di Napoli (1581-1713). Tra la seconda metà del XVI secolo e la prima metà del XVIII nel Viceregno di Napoli la repressione delle pratiche magiche e “superstiziose” costituì uno dei principali ambiti dell’azione di controllo ecclesiastico. Questo volume presenta un ampio corpus di documenti giudiziari e corrispondenza inquisitoriale relativo alle diocesi di Melfi e Vieste. Le fonti, conservate presso archivi centrali e diocesani, consentono di ricostruire i rapporti tra pratiche simboliche, cultura popolare e dispositivi di controllo ecclesiastico. Da un lato esse contribuiscono alla ricostruzione storica di un universo magico-religioso già oggetto degli studi antropologici di Ernesto de Martino. Dall’altro consentono di osservare dall’interno i meccanismi censori e giudiziari messi in atto dalle autorità ecclesiastiche della Controriforma e l’applicazione progressiva della categoria di superstitio nei confronti della cultura popolare e delle minoranze religiose.
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