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Tommaso Rossi
per quelle sue proprie pregevoli doti è onnipotente, e la materia per
que’ suoi diffetti e vizj è ognipaziente. E dell’autorità e potestà, e
virtù e perfezzion mentale, e della flessibilità e abilità della materia,
che è la medesima impotenza e imperfezzion sua, è potuto proveni-
re l’universo, che né dalla sola /204/ materia, che è ad ogni operare
impotente, né dalla mente sola, di ogni variazione impaziente, non
potea esser formato. E questo è il confine di ogni umana ragione.
Lo Spinosa, che l’ha voluto trapassare a ricercar la secreta guisa che
umano intendimento aggiungere non puote e, tutti i lumi dell’uma-
no sapere in sé spenti, da quelle caligini ha voluto argomentare, si è
gittato nel profondo dell’ignoranza e della miseria.
Per poter negare con certezza che una cosa con altra non co-
munica essenzialmente, si dee di quelle tali cose avere il concetto
essenziale; cioè si deono conoscere i principj costitutivi dell’essen-
za. E per poter dire con certezza di due cose, che l’una con l’altra
realmente in niun modo comunica, si dee di quelle cose possedere
l’intera scienza, cioè tutto l’essere di quelle dee essere piano ed
aperto all’intendimento. La ragione di queste due regole è chia-
rissima: perché nel bujo dell’essenza che non si conosce, e del-
la scienza che non si possiede, si dee pensare /205/ che alcuna
cagione includente possa celarsi, per la quale l’una cosa nell’in-
tero essenzial essere, o nell’intero essere scibile, includa l’altra. È
certamente inconsiderato e temerario chi non avendo il concetto
essenziale delle cose, vuol negare che quelle cose essenzialmente
tra loro comunichino; o, non possedendo la scienza intera, risolu-
tamente niega che le cose niuna comunicazione abbiano tra loro. E
all’ultimo eccesso dell’inconsiderazione e della temerità giugne co-
lui che, nella scienza difettosa illustri argomenti nondimeno della
comunione avendo, con tutto ciò per l’oscurità della secreta guisa
si risolve a negare.
In più luoghi ho avvertito gli studiosi che tanto la natura mentale
per l’essere ingegnoso e maraviglioso, quanto la natura materia-
le per l’esser volgare di ogn’ingegno di maraviglia sfornito, sono
amendue ugualmente ad umano intendimento disintendevoli. La
natura mentale, tutte le reali forme dell’essere nel sapere e volere
indissolubilmente adunando, in una somma sovrana /206/ e am-
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